ILLUSTRAZIONE
PROGETTO “UNIONE COMUNI OLTREPO’ CENTRALE”
“RISCOPRIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI E VALORIZZIAMO GLI ANTICHI SAPORI
DELLA NOSTRA TERRA”
Le espressioni artistiche, archeologiche,
monumentali, storiche e letterarie definiscono e tratteggiano il ricco
patrimonio “Culturale” oltrepadano: ma non solo; è un Oltrepò, il nostro,
tipicizzato anche da particolarismi produttivi, gastronomici ed alimentari. Al
colpo d’occhio iniziale, è facile, così, collegare le nostre terre collinose
alla vite, questa coltura millenaria, abbondante di tradizioni, fascino,
cultura, colore e calore. Il calore ed il profumo dei nostri vini, tanto
marcati, quanto grande la fatica e la semplicità di chi, con la vite, ha
storicamente vissuto, di gente semplice, orgogliosa, genuina come la Bonarda o
il Barbera dei nostri vigneti. Vino, tanto vino, ma anche altre tradizioni
alimentari, venute a far parte e ad arricchire la quotidiana purezza delle
nostre genti. Ecco comparire l’onnipresente pane, nelle sue multiformi
lavorazioni e composizioni; ed ecco i salumi e formaggi “accompagnarlo” con
regalità e squisitezza: due prodotti semplici, a cui si è collegata e su cui si
è improntata anche una consuetudine sociale, economica, di gusto e di
abbinamento; prodotti che hanno modellato e sedotto la tipica cucina
oltrepadana. Ma l’Oltrepò è anche il tannico odore del rosmarino, o il resinoso
profumo della salvia, l’acceso giallo del tarassaco, il rassegnato nero delle
bacche di ginepro o il nobile aroma dell’alloro: e poi chi non può vantarsi di
conservare, accuratamente, in appositi vasetti, foglie secche di malva, o fiori
di tiglio o radici di piantaggine? E’ un Oltrepò variegato, nelle forme, nei
colori e nelle essenze odorose, stuzzicante nelle fragranze e nei sapori,
un’Oltrepò antico e proprio per questo degno di crescente attenzione per illustrarne e riproporne le tante
“tipicità”, farne apprezzare, rivivere, riscoprire i suoni, le cromie, le tante
e tanto varie tradizioni, troppo a
lungo accantonate o banalmente snaturate. Con la nostra “Unione”, con la nostra Biblioteca (autrice, esecutrice, gestore e
organizzatrice del progetto) con la gente di Corvino, Mornico, Oliva e
Torricella, vogliamo contribuire a
riproporre, rivalutare, rivendicare e presentare qualcosa che ha crescentemente
segnato la cultura e l’economia collinare: ed ecco il vino trionfare, abbinandosi, di volta in volta, a salumi, formaggi, pane, confetture, miele
ed altre delizie dolciarie. E siccome anche desiderio ed aspirazione
primaria è conservare una perfetta funzionalità degli organi del nostro corpo,
ecco soccorrerci l’antica scienza fitoterapica (come curarsi con le
piante): e non potevamo ringraziare e
sdebitarci che dedicando alle erbe officinali un’intera serata. Vuole essere un
progetto semplice ma deciso, atto a coinvolgere un’area territoriale,
potenzialmente più vasta dei nostri quattro paesi, dal Settembre 2000
“raccolti” nell’Unione Comuni Oltrepò Centrale, di cui la Biblioteca è
emanazione di servizio amministrativo, ed in cui pur ben radichiamo logisticamente
il nostro progetto e i nostri sforzi operativi. Saranno sei serate tematiche (1- “La fragranza e il profumo del pane”, 2-
“Latte e suoi derivati: dalla stalla alla tavola”, 3- “Dal stabi (porcile) al
sanguis (panino imbottito)”, 4- “Stuzzicando la gola: confetture miele e
cioccolato”, 5- “Le erbe della nonna: guariscono i mali ed impreziosiscono la
cucina”, 6- “Il trionfo del vino: impariamo a conoscerlo, a degustarlo e a
valorizzarlo), sviluppando, proponendo e spiegando l’intero ciclo consumistico
di ciascuno dei quattro prodotti (vino, salame, pane, formaggi), oggetto di
discussione. Verrà riservata una singola e conclusiva giornata al vino,
principe delle nostre terre: verranno così invitati
e coinvolti i produttori locali, chiamati a confrontarsi con realtà anche
extraprovinciali, compariranno infatti vini tipici anche di altre zone
lombarde (Franciacorta e Valtellina). Ma è l’impatto sul consumatore e
l’aprirsi al consumatore stesso che saranno tratti caratterizzanti della serata
(come pure delle restanti altre cinque); il consumatore orienta la produzione,
ne determina la qualità e quantità, dispone le scelte del produttore, talvolta
anche fortemente modificandole. Ne valorizza e gratifica l’immagine e sarà
quindi nostro intento semplificare ed illuminare le opzioni, del piccolo e del
grande consumatore, “aprirgli” la strada, valorizzando e promuovendo il
prodotto vino. Dalla descrizione
tipologica, organolettica e sensoriale, aspetto più propriamente
didattico-teorico si passerà alla degustazione guidata dei vini esaminati;
ecco che l’impatto culturale si arricchirà di gusti vivi, colori fortemente
armoniosi, decisi, inconfondibili. Far conoscere, non certo premiare o stilare
questa o quell’altra classifica di merito; sarà, in fine, comunque inevitabile
che “l’assaggiatore” formuli poi una propria e personale classifica di gusto.
La giornata vuol cogliere l’occasione di trasportare dalla cantina al
ristorante, dalla botte al “wine-bar” una variegata espressione di sapori
tipicamente oltrepadani, mediando, il soggettivo impatto conoscitivo-biologico
con supportate conoscenze enologico-commerciali. La ricercata qualifica del
personale docente e tecnico vuol essere garanzia di trasparenza nel conoscere e
nell’apprezzare, nello scegliere ed abbinare un vino nel sostenerne il gusto e
la sapidità. Non trascureremo l’aspetto
commerciale (caratterizzante anche le altre 5 serate: saper proporre con
sapienza e competenza un prodotto è garanzia di vendite, successo e guadagni). Le strategie allocativo-distributive, anche
nuove o alternative a quelle già esistenti verranno analizzate e valutate.
Sarà per il vino un vero trionfo, una esaltazione, nel rispetto però, come
suddetto, della genuinità della gente e della terra da cui il vino nasce.
Corvino, Mornico, Oliva e Torricella, sono realtà tipicamente e completamente
vitivinicole, l’economia enologica è basilare ed essenziale alla nostra
comunità. E crediamo di poter proporre
in modo più immediato, diretto, efficace ed efficiente il nostro vino, di
poterlo “criticare” meglio perché del vino siamo produttori, conoscitori,
consumatori, saggi conservatori di usi, metodi, tradizioni che rendono il vino
l’immagine simbolica dei nostri quattro comuni. Le altre cinque giornate a tema
(formaggi, salumi, confetture e miele – quest’ultima ingolosita dal cioccolato
– ,erbe aromatiche) saranno non meno didattiche ed illustrative. Partendo dalla
“stalla”, ormai raro e purtroppo abbandonato luogo di vive emozioni, vecchie
gioiosità, preziosi scambi (luogo semplice e antico, amico di lunghe sere
invernali), sensibilizzeremo il gusto
del consumatore, esporremo l’arte di “fare il formaggio” e di farlo bene, con
tradizioni ripetute e consolidate; mai, comunque, dimenticando l’impatto nutrizionale e dietetico del formaggio
stesso. Anche in questa giornata, coinvolgendo
attivamente produttori locali di formaggio (caprino e ovino, ma di mucca
soprattutto) , faremo seguire
un’accurata degustazione guidata, abbinando questo o quel nostro formaggio a un
buon bicchiere di “Cabernet” barricato o ad un fresco Passito di “Moscato”.
La Biblioteca è “latu senso” cultura, formazione, confronto e noi saremo
orgogliosamente fieri di esporre la
consuetudine casearia locale, con una impronta conferenziale trasversale a
diversi ambiti: alimentare, commerciale, biologico, genetico, economico,
culturale e dietologico. Penso il titolo ( “Dal stabi al sanguis”),
assegnato alla specifica tematica, sia già di per sé assai significativo, se
non anche validamente originale. La scelta di un titolo dialettale è stata fortemente voluta e cercata per riallacciarsi ad una tradizione
linguistica sociale e culturale peculiarmente oltrepadana; i nostri nonni e
buonaparte dei nostri genitori, vivevano col “dialetto”, corrispondevano,
socializzavano, commerciavano; col dialetto, anche soprattutto in cantina,
nella stalla o a tavola si comunicava, magari proprio davanti ad un bel fiasco
di vino, “dü fät äd salam” e una “mica calda” di pane: riscopriamolo dunque
impreziosiva, impregnava ed ingigantiva le emozioni, le sensazioni, le gioie e
le delusioni, le scelte, le aspirazioni e i propositi, scandiva le giornate
lavorative e festose dei nostri vecchi, riscopriamolo dunque. Il salame – “dritto da fetta” (il
nostro tipico oltrepadano), “schiacciato”, “a filzetta”, “panciuto di Fabriano”
o “calabrese” è stato sempre presente nelle tavole d’Italia, della Lombardia,
dei nostri paesi collinari; privilegiata e festiva “occasione” allora,
“quotidianità” oggi. Sempre e comunque apprezzato, fonte di energia e
stuzzicante prelibatezza. Il nostro salame, il salame che “esporremo”, resterà
il salame di dieci, trenta, mezzo secolo fa, rimarrà intatta la gioia di
riempirsi la bocca di gusti e sapori unici. Tutta la filiera alimentare verrà analizzata e attivamente interessata
(seguirà classica degustazione – abbinamento vino, in idonea struttura,
prontamente attrezzata). Decisi ed inflessibili che il “linguaggio del salame
sia sempre senza interposizioni, diretto senza eccessivo inferire su aspetti
troppo teorici raffinati e dotti, ma restando nella quotidianità oltrepadana la
nostra orgogliosa quotidianità collinare. Non di tono minore vorrà essere la
giornata pane. Pane di pasta dura,
pane di pasta molle, pane viennese, midolloso, leggero, soffice, buffetto,
tutto crosta, pan biscottato, pane casereccio, andante, ordinario, fine, di
lusso, scuro, bigio, inferigno, pane nero o integrale, al latte, al burro,
all’olio, di granoturco, d’orzo, di segala, di glutine, di semola o di fior di
farina, lo analizzaremo e rivaluteremo, privandoci,
magari anche di qualche prezioso segreto che la nonna o la zia ci hanno
tramandato: e ce ne priveremo volentieri se ciò servirà a meglio far impastare
la micca o a meglio far lievitare la “savata”. La singola giornata si colorerà
dell’originalità di artisti panificatori, abili a proporre col pane le più
differenti od impensate forme o composizioni. Ci sarà contiamo, il
coinvolgimento fattivo, dell’Associazione Provinciale Panificatori. Ed eccoci
in fine alle delizie dei golosi: miele,
marmellate e cioccolato. Anche qui ostenteremo
un apprezzato e sempre più diffuso abbinamento col vino, il nostro vino.
Alla gola, si sa, non si può rifiutare, o lo si fa a grande fatica; e noi non
certo vogliamo rinunciare a proporre ghiottonerie, frutto, di usate e preziose
tradizioni culinarie. Il miele poi è un ottimo edulcorante ed emolliente, e il
cacao è valido eccipiente, usato anche in cosmetica: smaschereremo, di ogni prodotto, caratteristiche nutrizionali,
biologiche, alimentari, dietologiche,…tutti i rischi e vantaggi di
concedersi a qualche cucchiaio di marmellata di cotogne o a una barretta di
fondente cioccolato. Curiosa sarà anche la presentazione di antiche ricette,
direi meglio di antichi segreti… L’utilizzo delle erbe aromatiche in campo farmacologico – dermatologico –
medicamentoso e alimentare –
conservativo sarà disgiuntamente affrontato e proposto agli intervenuti. Le diverse conferenze saranno nobilitate
dall’intervento di qualificati docenti universitari (nutrizionisti, dietologi,
agronomi, botanici, coll’interessamento delle Facoltà di Agraria, Scienze
alimentari, Botanica farmacologica e comparata delle Università di Milano,
Piacenza e Pavia e di tale università, il Distaccamento di Scienze e tecniche
erboristiche) e tecnici esperti in materia (sommeliers, assaggiatori,
degustatori). A totale alternanza e rotazione, compatibilmente ad altri
impegni, evitando di sovrapporci a date già prefissate da altri enti o
associazioni, pubbliche e private, operanti sul nostro medesimo territorio, ben
salda, comunque, la collaborazione con Pro-Loco(di Corvino, Mornico e
Torricella) e Circoli locali (Circolo “ACLI” di Mornico e “ANSPI” di Oliva
Gessi), le sei serate toccheranno tutti quattro i comuni dell’Unione. È
intenzione collocare temporalmente le sei serate da Aprile a Novembre,
approntandone cinque nel quadrimestre pre-agostano, l’ultima, la sesta,
intitolata “Il trionfo del Vino: impariamo a conoscerlo, a degustarlo e a
valorizzarlo”, è messa invece in calendario ad Ottobre, dove i suoni, i
colori ed i sapori della vendemmia potranno così arricchire la nostra giornata.
Ci supporteranno adeguate strutture
(sale conferenza, centri polifunzionali, facilmente accessibili e fruibili, -
ognuno dei quattro comuni ne è dotato - ) e accurato materiale pubblicitario ed
informatico( divulgazione sul sito internet Http://utenti.quipo.it/mornicolosana
alla sezione “Biblioteca – Eventi”). È prospettabile, per queste nostre sei
giornate tipiche, l’utilizzo di strutture o luoghi caratteristici e storici,
dislocati nei nostri quattro comuni. Il nostro sforzo economico ed
organizzativo, ingente per un ente (l’Unione) ed una Biblioteca che, pur
decisamente ed attivamente operanti e ben strutturate, solo da pochi anni
accorpano e coinvolgono quattro territori comunali, sarà supportato da sponsorizzazioni private, preventivamente ed
accuratamente raccolte in un originale depliant.
E’ prevista, oltre ad inviti – omaggio,
l’istituzione , anche simbolica, di una quota di partecipazione, allo scopo di
selezionare e meglio gestire, qualitativamente e numericamente, le
partecipazioni alle conferenze.
Mornico Losana, 10.02.03
IL RESPONSABILE DI BIBLIOTECA
(Dr. Cesare Luigi MALERBA)